Yasutsune Itosu
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(1830-1916)
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Yasutsune Itosu nasce a Yamagawa Mura nel 1830 in una famiglia di funzionari. Fu avviato allo studio del karate, ma la sua prima formazione in tal senso non è del tutto chiara. Vi sono diverse informazioni in base alle quali il suo primo maestro sia stato Nagahama, altre invece che fosse stato avviato allo studio delle arti da combattimento da un cinese di nome Channan. Dall’età di trent’anni in avanti egli diviene allievo di Matsumura assieme ad Anko Asato. Quest’ultimo non ebbe molti allievi, ma divenne famoso perché uno di questi pochi allievi era Gichin Funakoshi. |
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Itosu privilegiava l’allenamento al Makiwara, allo scopo di
progredire l’efficacia dei colpi di pugno, di piede ecc. Si allenava
molto intensamente, spesso sostituendo il makiwara stesso con un muro di
pietra. Si racconta che un giorno “…Itosu
legò una suola di scarpa in cuoio sulla pietra di un muro di
recinzione. Ogni volta che colpiva, la pietra usciva dall’altro lato.
Ripetendo l’esercizio più volte, il muro crollò.” Itosu
si allenava così intensamente che arrivato alla soglia dei
quarant’anni il suo corpo era divenuto talmente forte da essere
paragonato con la durezza e la solidità di una pietra. Era alto solo un
metro e cinquantacinque centimetri, ma la sua muscolatura evidenziava
quanto fosse stata dura la sua preparazione e quanto fosse stato intenso
il suo allenamento. La sua presa era formidabile, si racconta che fosse
in grado di spezzare una canna di bambù grossa come un braccio, con la
sola forza della mano. Una
notte, il Maestro Itosu sentì degli strani rumori vicino alla porta, si
alzò e avvicinandosi, scorse un ladro che stava scassinando la
serratura. Il Maestro lanciò un grido di attacco, il suo pugno
attraversò la porta, le cui assi erano spesse un pollice, e afferrò la
mano del ladro che era dall’altra parte. Costui fu immobilizzato dalla
mano, che stringeva come una morsa. Generalmente una parte del legno si
rompe verticalmente o orizzontalmente, ma il colpo di adepto fa un buco
della forma del suo pugno…”
Nel 1849 la monarchia a Ryukyu venne abolita ed in conseguenza della di
questo cambiamento di regime si arrivò ad una drastica riduzione degli
impieghi ufficiali. Si ebbero così circa settemila disoccupati, tutti
in colpo solo. Itosu riuscì a conservare il suo vecchio impiego di
segreteria in un ufficio della Prefettura, nonostante il salario gli
fosse stato ridotto. Sei anni dopo andò in pensione, aveva 55 anni; da
questo momento in poi, oltre a lavorare saltuariamente come scrivano
pubblico, cominciò lentamente ad insegnare karate, era il 1885. Il
periodo che va dal 1901 al 1905 fu per Itosu molto importante. In questa
fase infatti egli riuscì a far adottare il karare
come disciplina pubblica nella scuola. I
pensieri di Itosu sono espressi in un testo da lui scritto nel 1908…. ……”Il
karate non deriva né dal Confucianesimo, né dal Buddismo. E’ stato
introdotto molto tempo fa dalla Cina con le correnti dello Shorin-ryu e
Shorei-ryu. Bisogna conservarle senza apportare loro la minima modifica,
perché ciascuna delle due ha i
propri meriti particolari. Scrivo di seguito ciò che si deve conoscere
per la pratica. «1.
Il karate non ha come scopo soltanto di educare il corpo, ma di permettere
di consacrarsi in qualunque momento, con un coraggio vitale, al proprio
maestro, ai parenti, al bene pubblico. E per questo che non mira al
combattimento contro un solo nemico. Anche se l'avversario è un ladro o
un aggressore, bisogna sforzarsi di parare o schivare. È importante non
ferire facilmente gli altri con calci e pugni. «2.
Il karate ha come scopo principale rendere il corpo robusto come
l'acciaio e fare delle membra l'equivalente di una lancia o di un
arpione. Esso coltiva naturalmente una forza di volontà marziale.
Quindi, se lo si insegna ai bambini nell'età della scuola elementare,
essi avranno occasione di applicare il karate ad altre arti quando
diventeranno più tardi dei soldati. Come militari, potranno essere
utili alla società in futuro. Il Generale Wellington aveva detto a
Napoleone I: "La battaglia di oggi può essere vinta sul terreno di
gioco della scuola del nostro paese". (Questa frase deve essere
compresa come una massima importante. «3.
È difficile progredire rapidamente nel karate. Conformemente alla
massima: "Un bue cammina lentamente, ma supererà un giorno le
mille leghe", se ci si allena una o due ore con concentrazione ogni
giorno si otterrà, nel giro di tre o quattro anni, un corpo superiore
al normale. Così numerosi adepti raggiungeranno lo stato profondo del
karate. «4.
Nel karaté ci si serve soprattutto delle mani e dei piedi. Bisogna allenarsi
pienamente e tutti i giorni al makiwara, abbassando le spalle, aprendo
bene i polmoni, sprigionando la forza, calcando inoltre fortemente il
suolo con i piedi, concentrando il ki alla base del ventre. Quando si
progredisce, bisogna esercitarsi cento o duecento volte per ogni pugno
al makiwara. «5.
A proposito della postura nel karate, occorre mettersi bene appiombo a
livello delle anche, abbassare le spalle decontraendole, stare in piedi
appoggiando i piedi con forza, concentrando il ki alla base del ventre.
Occorre inoltre che il corpo si indurisca come se le parti in alto e
in basso del corpo si tirassero reciprocamente. «6.
A proposito dei kata di karate, bisogna allenarsi ripetendoli il più
possibile. Ma è indispensabile conoscere il significato e
l'applicazione di ogni tecnica. Bisogna sapere che vi sono numerosi
insegnamenti verbali complementari ai kata per le tecniche di attacco,
di parata, di liberazione e di presa. «7.
A proposito delle tecniche, occorre allenarvisi distinguendo quelle che
rafforzano il corpo e quelle che hanno un obiettivo strategico. «8.
Durante l'allenamento del karate, bisogna avere la volontà di un
guerriero, con sguardo forte, spalle abbassate, corpo indurito. «Quando
ci si allena alle parate e ai colpi, bisogna farlo sempre con tanta
volontà come se si facesse fronte a dei veri nemici. Allora si potranno
acquisire delle capacità reali. Si deve fare bene attenzione. «9.
Nel momento dell'allenamento al karate, se ci si sforza troppo in
rapporto alle proprie capacità fisiche, il viso e gli occhi si
arrossano perché il ki risale. Bisogna fare attenzione, poiché ciò è
nocivo alla salute. «IO.
Abitualmente la vita degli esperti di karate è lunga; questo dipende
dal fatto che essi sviluppano i muscoli e le ossa e migliorano anche il
sistema digestivo e la circolazione sanguigna. Per questo penso che se
utilizziamo il karate come base dell'educazione fisica nel sistema
scolastico fin dalla scuola elementare, potremo formare su vasta scala
degli uomini capaci di far fronte a dieci avversari grazie all'arte
che avranno acquisito. «Se
insegniamo il karate all'istituto magistrale seguendo queste dieci
istruzioni formeremo degli istruttori che insegneranno in seguito nelle
scuole delle diverse regioni. E, se essi insegneranno con rigore nelle
scuole elementari regionali, penso che il risultato sarà evidente di
qui a una decina d'anni, non soltanto nella nostra provincia, ma in
tutto il paese, e che saremo, così, utili alla società militare del
nostro paese”. Ottobre
1908 Anko
Itosu
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