Sokon Matsumura
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(1796-1893)
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Matsumura Sokon Bucho nasce a Yamagawa, città del dipartimento di Shuri, in data incerta: 1798, 1800, 1806, 1809. Proviene da nobile famiglia di Ryukyu e all’età di vent’anni divenne guardia del principe al palazzo di Shuri. E’ chiaro che nel momento che gli fu affidato questo incarico, avesse già appreso tecniche da combattimento, qualunque fosse stato il canale di trasmissione; nobiliare o popolare. La conoscenza con un magistrato di Satsuma, fece ottenere a Matsumura l’autorizzazione allo studio della pratica della spada della scuola Jigen-ryu. Questa era la pratica della spada strettamente riservata ai guerrieri della Signoria e lui come vassallo del re di Ryukyu, non avrebbe potuto ricevere tale insegnamento e, in accordo con l’usanza vigente da tale scuola, prestò il giuramento sancito col sangue. |
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Quando aveva 24 anni venne inviato nella signoria di Satsuma per un periodo di 26 mesi per allenarsi nella scuola della spada Jigen-ryu. La pratica base della scuola consisteva nel colpire un grosso tronco d’albero con pezzo di legno della lunghezza di un metro e trenta, partendo da un distanza di cinque metri. Si partiva da tale distanza, si percorrevano tre passi di slancio e si colpiva il tronco con tutta la forza. Dopo il primo colpo si continuava a colpire ripetutamente il tronco fino al termine della respirazione, poi l’esercizio ricominciava da capo. L’allenamento prevedeva tremila colpi al mattino e ottomila la sera, seguiti dall’allenamento nel dojo. Trascorsi due anni a Satsuma, Matsmura fa ritorno a Ryukyu, dopo aver ottenuto il diploma di Jigen-ryu. Nel 1836, Matsumura parte per un viaggio in Cina e precisamente a echino assieme ad una delegazione incaricata di consegnare un tributo all’imperatore. Risiedette più di un anno a Pechino e durante questo periodo si dedicò all'apprendimento dell’arte da combattimento sotto l’insegnamento di un maestro chiamato Wei Bo. Va ricordato che l’arte cinese da combattimento viene convenzionalmente divisa in Scuola del Nord e Scuola del Sud. E’ ragionevole pensare che il maestro cinese di Matsumura appartenesse a quella del Nord. In effetti vi sono diversi elementi peculiari di questa scuola, presenti in diversi kata stramessi ai giorni nostri dalla “scuola” di Matsumura. |
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Tornato a Ryukyu, Matsumura riprese il suo incarico come guardia reale. Mantenne il suo mandato per tre generazioni di re successive e in questo periodo di tempo perfezionando ed approfondendo le sue conoscenze sull’arte da combattimento avendo contatti anche con maestri cinesi residenti a Ryukyu. Esistono diversi aneddoti che ci sono stati tramandati dagli allievi di Matsumura come un combattimento contro uno che l’aveva sfidato, un combattimento contro un toro e persino aneddoti sulla sposa di Matsumura, anch’ella praticante di karate. |
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Spesso
questi aneddoti sono un misto di realtà e leggenda e le leggende di
frequente sono esagerate, resta comunque il fatto che Matsumura apportò
al karate un nuovo slancio introducendo elementi che aveva acquisito
durante i suoi viaggi. Matsumura cominciò lentamente ad insegnare ciò
che aveva imparato: la sua arte. A tale scuola viene dato il nome di
Shuri-Te, dal luogo dove si trovava tale scuola. Un po’ di tempo prima
che morisse, Matsumura presentò una lettera al suo allievo Ryosei
Kuwae che a sua volta la passò al suo figlio maggiore. Di seguito
è riportata la traduzione di questa lettera che è di una certa
importanza per conoscere meglio la mentalità del tempo ed è uno dei
pochi manoscritti antichi di Okinawa rimasti intatti fino ad oggi.
Riconosciuto come un grande “Bushi”(specialista dell’arte
marziale), ha lasciato un’importante eredità, costituita dai suoi
precetti, che egli considerava fondamentali. Matsumura morirà poi nel
1899, ma non si conosce completamente la sua evoluzione, in quanto molti
documenti relativi all’epoca in cui visse sono stati distrutti durante
la 2° guerra mondiale. «E
indispensabile comprendere il vero significato dell'allenamento
nell'arte marziale. Preciso di seguito questa attitudine, e lei la
esaminerà bene. «All'inizio,
le me dello studio e dell'arte marziale sono basate su uno stesso
principio e ogni ma comprende tre specie. «Le
tre specie nella via dello studio sono gli studi della letteratura,
dell'esegesi e del confucianesimo. «Lo
studio della letteratura consiste nel praticare le belle scritture ed è
utile per ottenere una migliore situazione sociale e un buon reddito. Lo
studio dell'esegesi ha per scopo il comprendere meglio il significato
dei testi di Confucio e l'insegnarlo agli altri. E uno studio in vista
di una migliore conoscenza, ma con essa non potrete approfondire la via.
Questi due studi permettono solo di ottenere degli onori nelle lettere e
io non li chiamo il vero studio. Lo studio del confucianesimo consiste
nel conoscere l'essenziale di ogni cosa a partire dalla via, nel rendere
sincera la propria volontà, nel rendere corretto il proprio spirito e,
per mezzo di questo, gestire la famiglia, governare il paese e
mantenerlo in pace. E questo il vero studio, lo studio che conviene a un
confuciano. «Le
tre specie nella via dell'arte marziale sono l'arte marziale dell'intellettuale^
l'arte marziale del pretenzioso e l'arte marziale del budo «Nell'arte
marziale dell'intellettuale, si pensa ai vari modi di allenamento e li
si cambia spesso senza approfondire. Si conoscono numerose tecniche,
ma la pratica è come una danza e si è incapaci di applicarle in combattimento.
Non si è migliori di una donna. «Nell'arte
marziale del pretenzioso, ci si agita molto senza allenarsi realmente,
tuttavia sipario spesso delle proprie imprese gloriose. Si provocano
delle zuffe e si offendono gli altri. Secondo le circostanze si rischia
di distruggersi o di disonorare la propria famiglia. «Nell'arte
marziale del budo, le cose vanno a buon fine con un'elaborazione
permanente, si resta calmi anche quando gli altri sono agitati e si
vince dominando lo spirito del proprio avversario. Maturando la propria arte, si arriva a manifestare le proprie capacità superiori e sottili, a. restare senza turbamento in qualsiasi situazione, a non essere al di fuori di sé. E se si tratta di lealtà e di fedeltà verso il proprio signore e i propri genitori, si diventa una tigre feroce, un'aquila piena di dignità; avendo la rapidità di visione di un uccello, si può vincere qualunque nemico. «L'obiettivo
dell'arte marziale consiste nel dominare la violenza, nel rendere
inutili i soldati, nel proteggere il popolo, nello sviluppare la qualità
della persona, nell’assicurare al popolo la tranquillità, nel creare
un'armonia tra i gruppi e poi nell’accrescere i beni della società.
Sono le sette virtù dell'arte marziale di cui il Santo Maestro
(Confucio) fa l'elogio. Sicché il principio è unico per lo studio e
per l'arte marziale. Inutili sono le arti marziali dell'intellettuale e
del pretenzioso. Io desidero che lei prosegua nel senso dell'arte
marziale del budo e che sia capace di reagire opportunamente secondo
le mutevoli situazioni, dominandole. «Ho
scritto quanto sopra senza alcuna reticenza, poiché è con questo
spirito che deve continuare ad approfondire il suo allenamento. «Bucho
Matsumura «II
13 Maggio. «Al
mio discepolo Kuwae».
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