![]()
|
|
|
|
L’opera
di riforma apportata da Itosu al karate classico per alcuni è
stata considerata come un vero rinnovamento, per altri invece è stata
un’opera dannosa, avendo portato il karate verso una forma che non
ricalcava più l’antica arte. L’ingresso del karate nelle scuole
rappresentò, oltre quello che delineò il lavoro di Itosu, una
evoluzione per quanto riguardava la forma del karate stesso: cominciava
a diventare più rigido ed a istituzionalizzarsi, portando i praticanti
di quest’arte a considerarla come un qualche cosa di strettamente
legato alle tradizioni. Tradizioni che dovevano essere assolutamente
rispettate, senza considerare le continue evoluzioni che vi erano state
sin dai tempi antichi fino a quel momento. In questo periodo, in
conseguenza alle tensioni tra Cina e Giappone, Okinawa non riuscì a
mantenere i contatti con l’arte
cinese da combattimento; è molto probabile quindi che la cessazione di
tali rapporti, portò il karate a non cercare alcun tipo di evoluzione e
a legarsi maggiormente a quelle che erano le tradizioni. La divulgazione
vera e propria del karate cominciò intorno agli anni ’20 quando
Gichin Funakoshi, fece conoscere lo Shuri-Te, per primo nel centro del
Giappone, fondando a Tokyo la scuola Shotokan. Quindi considerando per
un attimo la scuola Shotokan, come una scuola a parte sulla quale
torneremo ampiamente, vediamo quali erano a Okinawa le diverse scuole di
Karate nel periodo che va dagli anni ’20 agli anni ’30, un decennio
abbondante durante
il quale il karate venne esportato al di fuori del piccolo “guscio”
di Okinawa. Innegabilmente il karate rimase legato all’arte cinese da
combattimento, pur esistendo notevoli differenze tra i due, come pure
esistono differenze tra il
karate sviluppato in Giappone e quello nell’isola di Okinawa. Le più
importanti correnti di karate possono sostanzialmente essere ricondotte
a cinque scuole. Le tre scuole Shorin-ryu,
Goju-ryu
e Uechi-ryu,
fondate e sviluppate nell’isola di Okinawa, Shito-ryu,
nata ad Okinawa ed esportata e sviluppata quasi subito in Giappone nella
città di Osaka da Kenwa Mabuni, ed infine la scuola Shotokan,
nata e sviluppata in Giappone nella città di Tokyo.
A
Okinawa le scuole di karate sono state collocate in due correnti
principali: Shorin
e Shorei.
Esistono tuttavia molte perplessità su quali sviluppi ed evoluzioni
abbiano avuto queste correnti nel tempo, riguardo anche le loro
relazioni con l’arte cinese da combattimento. La differenza maggiore
tra queste due correnti, stava nel fatto che le due scuole avevano fini
diversi, una sviluppava il corpo, l’altra lo spirito. La scuola Shorin
si preoccupava maggiormente della forza fisica e della potenza
muscolare, la scuola Shorei invece era decisamente più leggera falco.
Ecco come il Maestro Funakoshi dava una distinzione dei Kata: ( tratto
da Storia
del Karate
Luni Editore )
«Nondimeno,
se i kata devono essere classificati, si può, in maniera molto
generale, distinguere due grandi gruppi: quelli che appartengono allo
Shorei-ryu {scuola Shorei) e quelli che appartengono allo Shorin-ryu
(scuola Shorin). Il primo mette l'accento sullo sviluppo della forza
fisica e della potenza muscolare; è sorprendente per l'impressione di
forza che sprigiona. Al contrario, la scuola Shorin è molto leggera, e
richiama senz'altro il rapido volo del falco... In verità, è molto
impressionante osservare un uomo possentemente costruito eseguire un
kata della scuola Shorei, soggiogando l'osservatore con l'impressione
della sua forza assoluta. Ma bisogna riconoscere che tende a mancare
di velocità. Allo stesso modo, non si può evitare di restare molto
impressionati alla vista di un uomo slanciato che, con gesti così
rapidi quanto quelli di un uccello in volo, esegue un kata della scuola
Shorin, con tecniche dalla scintillante vivacità, risultato di un
allenamento intensivo. I due stili sviluppano lo spirito e il corpo, e
l'uno non è migliore dell'altro. Essi hanno entrambi i loro punti
deboli e i loro punti forti, e coloro che vogliono studiare il karate
devono riconoscere questi punti e studiarli di conseguenza...»
Senza
entrare troppo in dettaglio, vediamo di dare una presentazione molto
superficiale dei principali stili di karate attualmente praticati, oltre
le correnti Shotokan.
La
scuola Shito-Ryu è stata fondata dal "Maestro KENWA MABUNI"
amino del M° Miyagi. Kenwa Mabuni nasce il 14 novembre 1889 a "SHURI",
in una antica famiglia di funzionari del re di Ryukyu. Da bambino Kenwa
Mabuni è di salute molto fragile, e cerca il mezzo per diventare forte.
Viene iniziato al karate all'età di circa 10 anni da un domestico di
casa, "MATAYOSHI". Anche il celebre maestro "ANKO ITOSU"
abita a shuri. A tredici anni Kenwa Mabuni fu presentato ad uno dei suoi
amici diventando suo allievo e restandogli fedele per tutta la vita.
Persevera nel suo allenamento sotto la direzione di Anko Itosu senza mai
mancare un solo giorno, neanche in un giorno di tifone, secondo
l'espressione di suo figlio KENEI MABUNI. Nel 1902 entra al liceo
dipartimentale di Okinawa, dove il karate non è ancora insegnato. Nel
1905 in seguito a delle rivoluzioni locali deve cambiare scuola ed entra
a far parte della scuola navale. Termina i suoi studi dopo tre anni
quando ne ha diciannove. Comincia a lavorare come insegnante a
tempodeterminato alla scuola elementare di "NAHA". In questo
periodo stringe amicizia con "CHOJUN MIYAGI" che lo presenta
al proprio maestro "KANRIO HIGAONNA", la raccomandazione di
Miyagi gli fornisce la preziosa occasione di studiare il Naha-te, dopo
due anni deve ripartire per il militare al suo ritorno nel 1912 entra su
consiglio di miyagi alla scuola di polizia di Okinawa. Nel 1914 diventa
ispettore di polizia, resterà nella polizia per una decina di anni. Il
lavoro di poliziotto facilita i suoi spostamenti nell'isola di Okinawa e
gli incontri con i maestri dell'arte del combattimento, può così
racciogliere numerosi kata di karate studia inolre le arti classiche
dell'isola, chiamate RYUKYU KOBUJUTSU, e così impara il bo-jutsu
(l'arte del bastone) del Maestro Aragaki e del Maestro Soeshi, ed il
Sai-jutsu (l'arte del sai) del Maestro Towada. Successivamente alla
morte dei due grandi Maestri Itosu e Higaonna, il maestro Mabuni nel
1938 chiama la sua scuola SHITO-RYU dai nomi dei suoi due Maestri cioè
in giapponese ito di (ITOSU) si può pronunciare SHI ed higa di (HIGAONNA)
si può pronunciare TO. Così la combinazione dei primi due ideogrammi
dei nomi dei due maestri forma la parola . La scuola Shito-ryu è oggi
quella che conta il numero di kata più elevato ai dodici del goju ryu
si aggiungono altri trentasette, così Kenwa Mabuni trasmette, nella
scuola di Shito-Ryu un totale di 49 kata. Nessun altra scuola pratica
così tanti kata. Alcuni maestri contemporanei della scuola shito
contano più di 60 kata nel repertorio della loro pratica, poiché altri
kata sono stati introdotti in aggiunta a quelli che Kenwa Mabuni aveva
trasmesso.
La
scuola di Goju-ryu fu fondata nel 1929 dal Maesro Chojun Miyagi: il
miglior allievo di Kanryo Higashionna. Miyagi fu il primo maestro a dare
un nome al proprio stile di Karate ispirandosi ad una poesia dedicata
alle arti marziali cinesi “Ken No Taiyo Hakku” (le otto frasi sulle
arti marziali) riportata sul famoso trattato Bubishi. In una di queste
frasi si legge: “ Ho wa goju O tondosu” ovvero “tutto nell’universo
respira duro e morbido” nel senso che in ogni fenomeno è compresenti
la componente positiva e negativa che si alternano ciclicamente:
concetto che richiama la filosofia taoista a cui lo stile in parte si
ispira.
Il Karate Goju-ryu (“stile duro-morbido”) è un efficace sistema di
autodifesa che combina forza (go)
e flessibilità (ju) che mira
al benessere fisico e spirituale dei praticanti. Lo stile si ispira ai
movimenti degli animali ed ha origine dale tecniche marziali dei templi
Shaolin della regione del Fukien nella Cina del sud.
Il Goju-ryu è stato concepito per il combattimento a corta distanza (sekkinsen)
ed è caratterizzato da:
posizioni alte, solide e compatte ed
economicità nei movimenti;
grande varietà di parate e tecniche
a mano aperta mirate ai punti vitali (kyusho);
numerose proiezioni, leve e chiavi
articolari;
numerose tecniche portate coi gomiti
e con le ginocchia;
tecniche di calcio concentrate nella parte inferiore del corpo;
esercizi di respirazione e tecniche
energetiche;
esercizi con attrezzi.
Grande
importanza viene data allo studio delle forme antiche (Koryu Kata),
tutte di origine cinese. Un Kata è un esercizio che consiste in
sequenze codificate di movimenti contenenti tecniche di attacco e
parata. Nel Goju-ryu sono presenti 10 Kata classici di cui 8 denominati
Kaishu (forme a mano aperta, ovvero avanzati) e 2 Heishu (a mano chiusa,
sono i kata di respirazione Sanchin e Tensho).
Il
curriculum del Goju-ryu prevede inoltre una ginnastica preparatoria che
consiste in esercizi di riscaldamento da praticare all’inizio dell’allenamento,
esercizi complementari per lo sviluppo della forza ed esercizi di
rilassamento da eseguire al termine dell’allenamento. Completano il
programma gli esercizi con gli attrezzi (manubri, anelli in metallo,
vasi, ecc.) per rafforzare i singoli gruppi muscolari necessari per le
tecniche.
WADO-RYU
La
particolarità principale di questo stile è la sintesi operata dal Soke
Otsuka Hironori fra il karate Shorin di Okinawa portato dal M°Funakoshi
e il Ju-Jitsu della scuola Shindo Yoshin Ryu, la cui particolarità era
l'utilizzo di tecniche di percussione.
Egli inizio la pratica
del Karate con il M° Funakoshi a 30 anni dopo aver praticato per 15
anni il Ju Jutsu ed essere stato designato come successore del
caposcuola dello Yoshin Ryu.
Questo
incontro fu proficuo per entrambi i: Funakoshi trovò in Otsuka un
valido allievo e collaboratore che gli fornì gli spunti necessari per
elaborare uno stile di allenamento che corrispondesse all’immagine del
Bu-Do fra i Giapponesi; per Otsuka fu l’occasione di integrare il suo
Ju Jutsu di quelle tecniche di Karate di Okinawa idonee al combattimento
reale.
Funakoshi,
legato al mandato morale degli altri maestri di Okinawa, ritenne che
Otsuka apportasse troppe modifiche alla tradizione marziale della sua terra e
ciò determinò la causa della separazione fra i due.
Otsuka, non soddisfatto
della metodologia di pratica e dell'inapplicabilità nel combattimento
reale di certi gesti dei kata, percorse la sua strada della ricerca
incontrando e confrontandosi con i più grandi marzialisti del suo tempo
e nel 1934 definisce la sua scuola prima come Shinsu Wa Do Ryu Karate
Jutsu, dove Shinsu significa "spirito Giapponese”.
L’ideogramma
WA viene normalmente tradotto con "Pace" e uno dei nomi con
cui la tradizione nipponica definisce la propria terra è "il paese
della pace" utilizzando appunto questo segno grafico. Quindi un
significato diverso, e forse più aderente alla natura dello stile,
potrebbe essere non solo "la scuola della via della Pace", ma
"la scuola della via giapponese" del Karate e quindi il M°
Otsuka eliminò "Shisu" considerandolo una ripetizione dello
stesso concetto arrivando quindi alla definizione di WADO RYU KARATE DO
JU JUTSU KEMPO.
Le differenze fra il
Wado Ryu e gli altri stili okinawensi sono notevoli. I samurai, militari
armati di lame di diversa foggia e misure, avevano la necessità di
difendersi da quelle avversarie nel caso di perdita della propria arma,
e dunque, svilupparono le loro tecniche disarmate con l’obiettivo di
evitare il contatto anche minimo con la lama. Il Wadoryu attuale,
seguendo l'insegnamento del Soke e attraverso l'opera del figlio Otsuka
II, continua nella ricerca sviluppando e approfondendo il patrimonio
marziale del jujitsu e delle altre marziali vicine come il kenjutsu, l'aikijutsu.
Tavola Completa dei Kata praticati nelle diverse Scuole