Il Dōjō

Il Dōjō () letteralmente Via (Dō) e Luogo (Jo) è dove si ricerca la via attraverso la pratica (Keiko o Geiko). L’attività  è intesa come un percorso continuo per progredire con l’idea di superarmento (Kei) migliorando di ciò che in precedenza si è assimilato (Ko). Contrariamente all’allenamento esclusivamente fisico (Renshu), orientato esclusivamente alla ripetizione della tecnica (Waza) , il Geiko propone un allenamento anche nella dimensione mentale (Shin) ed il controllo dell’energia interna Ki ().

Nella tradizione del Budō, il Dōjō quindi si identifica con questo particolare luogo dell’insegnamento della Via corrispondente  al concetto Sanscrito Satori 悟: “Luogo del Risveglio”. Si differenzia da una comune palestra sportiva è presente  una ricerca interiore, non solo un allenamento per migliorare le proprie capacità di autodifesa, ma soprattutto un progresso costante mentale e spirituale. Per il Budoka, il  Dōjō è molto di più di una sala di allenamento, ma è un luogo di vita in cui progredire spiritualmente.

Le  norme comportamentali (Shisei) sono alla base di una precisa etichetta (Saho) la quale presuppone delle regole (Dōjō Kun) di cortesia e di educazione che valgono per tutti coloro che frequentano il  Dōjō, dagli insegnanti (Sensei 先生) agli allievi anziani (Sempai 先輩) fino ai principianti (Kohai 後輩)

Il centro del Dōjō è il muro frontale (Shomen) alle spalle del Sensei ed in genere è decorato con l’effige del maestro fondatore (Soke) ed è presente un altare Shinto detto Kamiza (上座) Luogo Divino con un Tokonoma (床の間), una piccola alcova rialzata presente nelle stanze tradizionali giapponesi (Washitsu ) dove i collocano le pergamene (Emachimono 絵巻物). Quando si  esegue il saluto “Shomen ni rei” ci si rivolge appunto a questo lato Dōjō.

Il muro opposto allo Shomen è detto Shimoza e è il luogo da dove si fa ingresso nel Dōjō, il lato sinistro dello Shomen è detto Joseki (lato superiore) e la parte opposta Shimoseki (lato inferiore). Inoltre lo Shomen è il lato davanti al quale stanno gli insegnanti, gli assistenti ed eventuali ospiti di riguardo. Gli allievi salutano con la schiena rivolta a Shimoza mentre gli allievi più alti in grado a Joseki. Dove è presente un Kamiza il Sensei saluta con la schiena rivolta a Joseki, mentre gli allievi  prendono posto con la schiena a Shimoseki.

Dove si praticano discipline che implicano cadute e proiezioni, il pavimento è ricoperto da materiali per proteggere dalle cadute storicamente di paglia di riso, tale protezione è chiamata “Tatami ()”.
Più in generale il tatami è un pannello di paglia di riso compresso bordato da tessuto che viene utilizzato a partire dal XVII sec per ricoprire il pavimento dei palazzi.
La Larghezza di ogni pannello è sempre uguale alla metà della sua lunghezza e questa varia tra 1,86 e 1,92 m a seconda delle regioni e lo spessore varia tra 8 e 6 cm. Oggi queste stuoie non sono più in paglia di riso, ma realizzate in materiale sintetico.