Il colore delle cinture, i gradi del Budō

Nel 1921 Gichin Funakoshi venne invitato da Jigorō Kanō, fondatore del Judō, ad organizzare una esibizione di ”Okinawa-karate-jutsu” presso il Dōjō Kōdōkan a Tōkyō”.


All’epoca non esisteva un Keiko-gi cioè una tenuta (Gi) per la pratica (Keiko) del karate, tantomeno la cintura era utilizzata per definire il grado di esperienza del praticante. Essendo il clima di Okinawa piuttosto caldo, non si era mai posto prima il problema di una divisa, ci si allenava con gli abiti di tutti i giorni, pantaloni corti, biancheria intima o a torso nudo.

Funakoshi per quell’occasione acquistò un tessuto di colore bianco e si confezionò personalmente un abito, copiandolo da quello utilizzato nel Judō. Come cintura, su consiglio dello stesso Kanō, indossò quella nera di Judō.

Il Keiko-gi di Judō proveniva dal Jūjutsu. Il colore e tipologia variavano  a seconda delle scuole, ogni praticante se lo confezionava sulla base di quelli utilizzati nel proprio dōjō. Venne uniformato per tutti i dōjō a partire dal 1880.

Per quanto riguarda le cinture bianca e nera, furono le sole ad essere utilizzate nel Judō e introdotte dal 1921 anche nel Karate assieme alla divisa bianca.

Dopo gli anni ’50 i colori sono divenuti via via più numerosi, prima nel Judō, in seguito lo stesso sistema è stato poi ripreso nel Karate.

L’idea di associare il colore al grado è sostanzialmente emersa con l’evoluzione delle arti. Inizialmente veniva indossata l’Hakama e la cintura era nascosta sotto il largo pantalone. Era di poca importanza il fatto che la cintura fosse o meno colorata per distinguerne il livello. Una volta formalizzato il Keiko-gi, la cintura divenne ben visibile e un importante elemento di distinzione.

Inizialmente furono cinque i livelli (Dan) adottati per lo Judō. Nel 1883 Jigorō Kanō, ancora ventitreenne, rilasciò il primo Dan cintura nera di Judō. La progressione dei gradi andò via via aumentando man mano che aumentava la progressione del fondatore Kanō e dei suoi allievi. Si passò quindi da cinque livelli all’attuale sistema di dieci.

All’inizio degli anni ’20 Kanō consigliò a Funakoshi, per una miglior diffusione, di adottare il medesimo sistema di gradi da lui adottato e fu così che nel 1924 vennero rilasciati i primi diplomi da cintura nera I Dan di Karate. Inizialmente anche per il Karate venne applicato il sistema di 5 livelli per poi passare a dieci.

Il termine “Dan” è ora in uso in molteplici discipline e sappiamo che anticamente veniva utilizzato nella scuola della Spada giapponese Jigen-ryū. Era una progressione strutturata sostanzialmente in tre gradi, Shodan (primo livello), Nidan (secondo livello) e Sandan (terzo livello). Tuttavia nel Budō giapponese si utilizzavano per definire le tappe della progressione i termini Kirikami, Mokuroku e Menkyo.

Più in dettaglio

Kirikami: anche Okuiri “ingresso dei segreti” corrisponde al primo livello nella progressione dello studio di una scuola (Ryū), definendo le conoscenze delle basi tecniche e mentali dell’arte insegnata.

Mokuroku: “lista” o “catalogo” veniva conferito ad uno studente più avanzato. L’accesso a questo livello era a sua volta articolato in due fasi (Sho-mokuroku e Jo-mokuroku) o tre (Hon-mokuroku) a seconda delle scuole (Ryū) 

Menkyo: Autorizzazione di un maestro di arti marziali (Shihan-Sensei) ad un allievo riteuto in grado di trasmettere gli insegnamenti di una scuola (Ryū)

Questa trasmissione all’interno dei Ryū avveniva tradizionalmente mediante il conferimento di un documento scritto e numerato chiamato “Makimono”. Questi documenti erano per lo più redatti in modo incomprensibile per coloro che non avevano il diritto di accedervi.

Nel 1895, sotto l’autorità del Ministero dell’Educazione e sancita dall’imperatore Meiji, venne fondata La Dai Nippon Butoku Kai (DNBK) (Kyūjitai: 大日本武德會; Shinjitai: 大日本武徳会), La più grande società giapponese di virtù marziali. Tale organizzazione raggruppava tutte le discipline del Budō e nel 1902 definì ufficialmente le modalità di attribuzione del titolo di Maestro.  In un primo momento i livelli furono due, un terzo venne aggiunto nel 1934. Tale classificazione, ancora in uso, prevede questi livelli per i maestri insegnati (Shihan 師範):

Renshi: “Maturità spirituale”, competenza e padronanza di uno stile, potrebbe essere paragonato ad un assistente di un professore universitario. Renshi è un titolo da maestro, riservato al 5° o al 6°Dan.

Kyoshi: “Colui che pratica”, potrebbe essere paragonato ad un professore universitario. Kyoshi è un titolo da maestro, indica anche Maestro di Maestri, riservato al 7° o al 8°Dan.

Hanshi: “La trascendenza dell’essenza”, Il titolo più alto all’interno degli Shihan è Hanshi, che non è semplicemente l’inverso dei caratteri, mentre Shihan significa un modello di insegnante. Hanshi significa una persona esemplare. Hanshi è un titolo da maestro, riservato al 9° o al 10° Dan

La Dai Nippon Butoku Kai venne sciolta dopo la fine della seconda guerra mondiale in conseguenza dell’ordine impartito dal generale Douglas MacArthur che imponeva la soppressione di tutte le organizzazioni di carattere militare; rinascerà nel 1957 con una nuova visione filosofica e un nuovo atto costitutivo.

La suddivisione dei gradi e dei titoli definiti dal Butoku Kai si ispirò nell’essenziale, a quella che un tempo era utilizzata negli antichi sistemi delle arti di combattimento del Giappone feudale

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