Storie di “Shōtō”- (parte 8)

Vicende tratte dalla Autobiografia di Gichin Funakoshi

La moglie di Funakoshi, abile mediatrice

Gichin Funakoshi (船越 義珍 Shuri, 10 novembre 1868 – Tōkyō, 26 aprile 1957)

La famiglia di Funakoshi appartiene alla classe “Shizoku” (士族), la classe delle “famiglie guerriere”. A  partire dal 1869, dopo la Restaurazione Meiji, questa classe viene fusa con quella Samurai.
Gifuku, il nonno paterno di Gichin, intraprende in gioventù gli studi letterali, ma come tutti gli studiosi, non possiede molto denaro. Comunque viene tenuto così in considerazione dal “Hanshu”, il capo del clan, da ottenere l’incarico come insegnante delle proprie figlie.
Si tratta di lezioni private che si tengono presso un luogo che è dedicato esclusivamente alle donne, rigorosamente vietato agli uomini, in una zona dove è situato anche un tempio dedicato agli antenati dell’Hanshu, il “Kuntoku Daikun Goten”. In favore di tale incarico, per Gifuku, viene fatta tuttavia una eccezione.

Quando raggiunge l’età per ritirarsi dall’insegnamento, l’Hanshu, in segno di riconoscenza, oltre ad una considerevole somma di denaro dona a Gifuku una casa a Teira-machi, non lontano dal palazzo. Gifuku, lascia quindi alla sua morte un’eredità considerevole al figlio, il padre di Gichin; eredità che poco a poco viene sperperata. Quest’ultimo è molto diverso da Gichin; è alto, di bell’aspetto, un esperto nell’arte del Bojitsu, un cantante ed un provetto ballerino. Purtroppo è anche un forte bevitore e probabilmente a causa di questo motivo poco a poco tutto l’eredità viene dissipata.

Data la poca disponibilità economica, Gichin non si sposa prima dei vent’anni. Un’età avanzata per quel tempo ad Okinawa, ed il salario da insegnante basta a malapena per mantenere lui la moglie i genitori ed i nonni a carico. Inoltre non può fare altri lavori per integrare il suo salario ed il karate non riesce a fruttare nulla. Allo stato attuale non riuscirebbe a mandare avanti tutta la famiglia se non fosse per l’aiuto della moglie.

La moglie di Funakoshi di notte lavora come tessitrice producendo il “Kasuri 絣”, una stoffa tipica  che viene pagata molto bene. Non appena sorge il sole, si reca presso un piccolo campo dove coltiva ortaggi per la famiglia. Ogni tanto Funakoshi l’accompagna nascondendosi sotto un largo cappello, perchè per un insegnante non è decoroso farsi vedere lavorare nei campi.
Lei comunque non non si lamenta del duro lavoro, nemmeno quando il marito trascorre il poco tempo libero ad allenarsi, invece di impegnare il tempo a disposizione in modo più proficuo. Quando si sente esausta, chiede ad uno dei suoi figli di massaggiarle le spalle e le braccia, oppure di dedica alla pratica in scioltezza di qualche kata.
Li pratica così spesso che, oramai è diventa così brava come una praticante esperta. 

Segue con attenzione il marito mentre si allena con i suoi maestri Azato e Itosu. Osserva i suoi allenamenti e di tanto in tanto si allena lei stessa, raggiungendo in breve tempo una perfetta comprensione dell’arte.  
Gli allenamenti si svolgono spesso nel loro cortile, così che non passa molto tempo che qualche giovane, accortosi di tali pratiche, chiede a Funakoshi di diventare il suo insegnate. Egli è molto contento di questo, ma capita che il pomeriggio faccia tardi, perché trattenuto a scuola, e uua moglie diviene quindi una vera e propria “assistente” del maestro, in attesa del suo arrivo, incoraggiando e correggendo i movimenti degli allievi.

La moglie di Funakoshi è conosciuta, in tutto il vicinato, oltre che come una esperta di karate, anche come un’abilissima mediatrice. Il vicinato è costituito per lo più da commercianti di vario genere. Frequentemente capita che diventino irascibili quando bevono troppo e spesso qualche banale litigio degenera in rissa vera e propria. A questo punto lei intercede come paciere; compito non sempre facile anche per un uomo.
Chiaramente, nelle mediazione non è contemplato l’uso della violenza, ma solo l’abilità persuasiva. La signora Funakoshi è una donna molto ammirata, sia in ambito domestico per la sua capacità di gestione della casa, sia dal vicinato che la vedono un’abile praticante di karate e una formidabile mediatrice.     

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