Storie di “Shōtō”- (parte 3)

Vicende tratte dalla Autobiografia di Gichin Funakoshi 

Il Maestro Yasutsune Azato

Gichin Funakoshi (船越 義珍 Shuri, 10 novembre 1868 – Tōkyō, 26 aprile 1957)

Quando Gichin Funakoshi inizia la carriera di insegnante, nelle scuole vi sono quattro categorie di docenti: gli insegnanti che istruiscono le classi elementari, quelli dei gradi più alti, coloro che seguono i corsi speciali e gli assistenti. Egli inizia dal primo gradino come assistente, ma non passa molto tempo che supera gli esami per maestro di grado inferiore e viene trasferito a Naha. Questa che di fatto è una promozione, gli dà la possibilità di avere più tempo per praticare Karate. In seguito viene abilitato come maestro degli ultimi anni. Poi rifiuta ulteriori promozioni poiché lo porterebbero troppo lontano dai suoi maestri e dalla pratica del karate.
Viene così permesso a Funakoshi di rimanere a Naha e qui gli si presenta nuovamente la controversia del ciuffo.  

E’ oramai trascorso un quarto di secolo dell’epoca Meiji, da quando è entrato in vigore anche a Okinawa la restaurazione che vuole tagliare col passato e fare de Giappone una nazione moderna. 
In realtà il “Partito degli Ostinati”, nonostante apprezzi diverse riforme del nuovo governo, rimane comunque riluttante a eliminare alcune tradizioni del passato. Il Ministro dell’educazione, vista la resistenza degli okinawesi a questa ventata riformista, ordina che ad ognuno sull’isola venga tagliato il ciuffo. Più facile a dirsi che a realizzarsi. Molti bambini per mantenere il ciuffo, posticipano il più a lungo possibile l’iscrizione nella scuola. La conseguenza curiosa è che ai maestri che si accingono col le forbici a tagliare il ciuffo incriminato, si presentano bambini, non più tanto bambini in realtà, ma ragazzi che spesso conoscono l’arte del combattimento a mani nude.
E’ così che agli insegnanti, a cui è chiesto di eseguire questo ingrato compito, è richiesto anche conoscere il karate. Funakoshi ricorda lo sguardo degli allievi, sottomessi dopo una vivace zuffa, con i pugni serrati e gli occhi in lacrime, alle forbici inesorabili e al taglio del ciuffo.
Ma è solo questione di tempo prima che tutte le teste vengano completamente rasate e questo simbolo del passato spazzato via da quest’onda riformista.

Intanto Funakoshi continua ad allenarsi sotto la guida di diversi maestri: Kiyuna capace di strappare con le mani la spessa corteccia di un albero, Toonnodi Naha grande studioso di Confucio, Niigaki uomo di grande saggezza e infine con il maestro Matsumura, uno dei più grandi esperti dell’arte del combattimento a mani nude. Funakoshi non studia solo il Karate, ma ad esempio col maestro Azato discute anche  di storia e di politica. Azato è dotato di un raffinatissimo acume per la politica. Egli sostiene, molto prima dell’inizio delle reali ostilità, che finita la realizzazione della ferrovia Transiberiana, la guerra con la Russia sarà inevitabile. 
Agli inizi della restaurazione Meiji dispensa consigli al governatore di Okinawa. Appena entra in vigore il divieto del ciuffo, è uno dei primi ad obbedire.
Azato è inoltre un abilissimo schermitore e, nonostante non pecchi di presunzione, ha una grande fiducia nelle sue abilità.  

Yorin Kanna è uno dei più famosi schermitori di Okinawa: è un uomo molto dotato fisicamente e di grande coraggio. La sua abilità nelle arti da combattimento è nota a tutti nell’isola. Probabilmente è superiore anche allo stesso Azato. Quando i due si incontrano, Kanna attacca Azato con una lama affilata, ma quest’ultimo devia il suo attacco con un semplice colpo della mano. Quando Funakoshi gli chiede di raccontargli in dettaglio la vicende, Azato dice che Kanna è un combattente molto esperto. La sua fama intimorisce a tal punto l’avversario, che è in grado batterlo facilmente già all’inizio del combattimento. Ma se al contrario questo rimane freddo e concentrato nella ricerca del momento di vuoto nella difesa di Kanna, la vittoria risulta più facile. 
Funakoshi tiene sempre in grande considerazione i consigli del maestro, come quello di pensare a braccia e gambe come “spade”.
Azato sostiene che la coscienza della bravura tecnica dell’avversario è già di per sé una mezza vittoria secondo un motto cinese che dice: ”Il segreto della vittoria consiste nel conoscere te stesso e il tuo nemico”. Egli infatti è accuratamente a conoscenza di tutti i praticanti di karate della sua epoca, conosce dove vivono e ancora più importante le capacità tecniche.

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