Storie di “Shōtō”- (parte 1)

Vicende tratte dalla Autobiografia di Gichin Funakoshi 

Via il Ciuffo dalla testa


Gichin Funakoshi (船越 義珍 Shuri, 10 novembre 1868 – Tōkyō, 26 aprile 1957)

Gichin Funakoshi nasce nel 1868 nel distretto di Yamakawa-chō della capitale Shuri di Okinawa l’anno della restaurazione Meiji. E’ costretto a falsificare i documenti di nascita, come racconterà in seguito per ottenere l’ammissione agli esami di idoneità per la scuola della capitale. Il regolamento della restaurazione è chiaro, coloro che sono nati dopo il 1870 sono qualificati a sostenere gli esami. Quindi solo falsificando la sua data di nascita, riesce ad ottenere la possibilità di sostenere gli esami e di superali.

Tra le riforme del governo Meiji vi è l’abolizione della classica acconciatura, il classico ciuffo sulla testa, riservata ai maschi . Per questo motivo, nonostante l’ammissione agli esami, non entra nella scuola di Medicina di Tōkyō. Poichè a Okinawa l’usanza del ciuffo è particolarmente sentito, quando l’editto che proibisce tale usanza viene emanato, nasce una vera e propria insurrezione popolare.
In particolare la classe Shizoku (士族 Shizoku, “famiglie guerriere”), la classe sociale fusa con l’ex Samurai il 25 luglio 1869, come parte della Restaurazione Meiji, si oppone fermamente a tale Editto. La famiglia di Gichin Funakoshi è ammessa al rango ufficiale inferiore e fermamente contraria al taglio del ciuffo. Di conseguenza Gichin si sottomette alla volontà della famiglia e accetta di non tagliare il ciuffo.

E’ durante il soggiorno a casa dei nonni che Gichin inizia a frequentare la scuola elementare ed è proprio qui che diviene amico del figlio di colui che da quel momento cambierà la sua vita per sempre. E’ il figlio di Yasutsune Azato, un uomo che colpisce particolarmente il giovane Funakoshi essendo, tra l’altro, uno dei maggiori esperti dell’arte da combattimento a mani nude di Okinawa. Azato appartiene ad una delle classi più elevate delle famiglie Shizoku di Okinawa e non solo è eccellente nell’arte del karate, ma anche nell’equitazione, nella scherma giapponese e nel tiro con l’arco. Inoltre è un brillante studioso. Funakoshi si ritiene fortunato ad essere avviato all’arte del karate da un così eccellente maestro.

Tale pratica è proibita dal governo, così che il giovane Funakoshi è costretto a farlo segretamente di notte presso la casa di Azato, che si trova lontana da quella dei nonni.  Chiaramente non ne può parlarne con nessuno. Dopo un paio di anni di pratica, egli si rende conto che la sua salute è notevolmente migliorata, è più forte e il fragile bambino di un tempo è solo un lontano ricordo. L’animo del giovane è così pieno di gratitudine nei confronti dell’arte che gli ha dato così tanto benessere fisico, che considera seriamente di fare del Karate Dō il suo stile di vita, ma non ancora una professione vera e propria.

Dal momento che la controversa questione del ciuffo, fa accantonare l’idea della professione medica, Funakoshi considera così altre alternative. Pensa allora di sfruttare le conoscenze acquisite sui classici cinesi, conoscenze tramandate dal nonno e dallo stesso Azato, per diventare un insegnante. Sostiene gli esami di qualificazione e ottiene il posto di assistente in una scuola elementare. E’ il 1888 e al ventunenne Funakoshi si ripropone la problematica del taglio del ciuffo, oramai divenuta una reliquia del passato: se vuole continuare a fare l’insegnate deve tagliare il ciuffo di capelli. Teme che la sua famiglia non approvi questo, e decide di farvi visita con la nuova divisa da insegnante e naturalmente privato del ciuffo.
Come immaginava, la famiglia, non approva affatto la sua decisione, ma oramai è cosa fatta e inizia la sua nuova professione di insegnante. Questo senza però mai abbandonare il suo primo vero amore: la pratica del Karate.

Di giorno lavora alla scuola e di notte pratica a casa del maestro Azato. Il bando che proibisce la pratica del karate è ancora valido percui, Funakoshi si reca furtivamente a casa di Azato dopo il tramonto e rientra poco prima dell’alba. I vicini di casa, chiedendosi cosa stia facendo, concludono che l’unica risposta plausibile sia la frequentazione di un bordello.

In realtà nel cortile dietro la casa del maestro Funakoshi pratica ripetutamente i Kata, giorno dopo giorno sotto l’attenta supervisione del maestro. E’ avanti con gli anni, ma ancora in ottima salute, siede sul balcone indossando un hakama. La pratica è severa; alla luce della lampada esegue un kata fino a quando non lo conosce alla perfezione e gli è proibito eseguirne un altro fino a quando Azato non lo ritiene opportuno. Terminata la lezione, Azato spiega a  Funakoshi la vera essenza dell’arte del Karate.

Funakoshi non si allena esclusivamente con il maestro Azato, ma anche con il maestro Itosu, anch’egli proveniente da una famiglia shizoku di Okinawa, ed un vero esperto dell’arte del Karate. Non di rado si allena alla presenza di entrambi i maestri, ascoltando attentamente le loro discussioni sugli aspetti fisici e spirituali dell’arte. Come egli stesso ammette, sarebbe stato una persona molto diversa se non avesse avuto la fortuna di incontrare questi due maestri.

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