La Dimensione Yomi

“Nell’alternativa tra la vita e la morte, il Bushi deve scegliere senza esitazione la morte. Essa ci indirizzerà sempre al fine migliore”
(Hagakure)

Il Karate Goshin Dō ha come obiettivo l’evoluzione di una coscienza di una dimensione più ampia del combattimento nello spazio e nel tempo. Ciascun attacco passa attraverso una preparazione che implica un momento di vuoto, che l’occhio allenato riesce a cogliere.

Questa è la terza dimensione, una dimensione che trascende dall’ambito fisico per raggiungere una dimensione mistica. Siamo nel difficile concetto di Yomi.

Tale espressione possiamo considerarlo come “Arte di Penetrare il Pensiero Altrui”. Nel caso del combattimento, prevedere l’attacco, percepire il “Momento di Vuoto”.

Letteralmente Yomi(黄泉) o Yomi no kuni(黄泉の国) si traduce con la terra dei morti (Mondo dell’Oscurità). Siamo in un abito filosofico e mistico, ma i concetti che ci riguardano sono l’applicazione nelle arti da combattimento e la capacità di intervenire prima dell’attacco avversario; l’anziano maestro che riesce a vincere facilmente gli avversari più giovani e prestanti. Questa è la dimensione ultima del Budō, che si raggiunge dopo un lungo percorso di vita marziale.

Più in dettaglio, Yomi è una forma di coniugazione del verbo Yomu che si traduce con “leggere”. In questo caso leggere nel senso di decifrare. Questo è l’analogo della lettura di un testo tra le righe o ai margini di un paragrafo. Nel caso del combattimento la lettura è nel volto dell’avversario; concentrato e silenzioso che non si esprime con parole ma esclusivamente con sguardi o movimenti, anche se impercettibili.

Il termine “i-shin-den-shin (以心伝心)” proviene dallo Zen e significa “Da Mente a Mente”. Questo concetto nel tempo è entrato a far parte del linguaggio della cultura giapponese per identificare una comunicazione non verbale. Il significato  è quindi quello di una trasmissione per partecipazione o coinvolgimento diretto, al di là delle parole.
L’ideogramma 心”shin” significa cuore, mente, spirito mentre 以心”i shin” significa di cuore o dal cuore, dalla mente, dallo spirito. Infine 伝心”den shin” significa dire al cuore, dire alla mente, dire allo spirito.

Nello stesso ambito parliamo anche di Sen No Sakki, cioè quella capacità intuitiva di percepire il Sakki, cioè l’onda aggressiva dell’avversario, prima ancora che questa abbia preso forma definitiva

Possiamo allora concludere che, nella cultura giapponese, “Yomi” rappresenta sia l’arte di tradurre una espressione concreta, sia quella di prevedere i pensieri, sentimenti e desideri. Storicamente nel campo delle arti da combattimento, tale capacità di decifrazione è avvallata dalla classe dei guerrieri. Questa attività  introspettiva, si sviluppa in anni di allenamenti e combattimenti.

Il concetto di fondo è che la vittoria non si conquista esclusivamente con la forza fisica e le tecniche, col Maaie lo Yoshi, ma anche mediante l’intensità del tempo vissuto nell’arco di tempo in cui il combattimento ha luogo. 

La profondità e l’intensità in cui vivremo questi momenti, la capacità di entrare in armonia con l’avversario, di rompere questa armonia per percepire il suo momento di vuoto ed entrare nel suo spazio e di colpire prima ancora che abbia iniziato la sua azione, ci faranno entrare in una dimensione dove il tempo sarà ogni volta percepito in modo diverso. 

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