Shu Ha Ri – 守破離

Shu Ha Ri è il processo di apprendimento della conoscenza nelle arti fino ad arrivare al livello di perfezionamento della maestria. Questo percorso non è risultato di studi e concezioni filosofiche o pedagogiche, ma semplicemente è l’esito a cui giunge l’evoluzione dell’essere umano. Shu Ha Ri Si traduce letteralmente come “Proteggere, Rompere e Lasciare”. Il metodo presuppone un allievo che di fatto segue il percorso e un un’insegnante, nelle arti giapponesi un Sensei, che accompagna l’allievo nel cammino formativo. Nel dettaglio le tre fasi vengono delineate in questo modo:

  • Shu () “Proteggere”. E’ la prima fase dove si apprendono le basi di qualsiasi arte. Si osserva una regola e si segue il modello proposto per apprenderlo a regola d’arte. Questa è la fase dei principi di base, dove si apprende la tradizione, osservandola e imitandola ciecamente. Questa fase dura diversi anni e l’allievo non ha obiezioni e non pone domande, osserva e copia in maniera maniacale e apprende la tecnica.
  • Ha () “Rompere”. Questa è la fase dell’applicazione dei fondamenti appresi nella prima fase. Si studiano le varianti, si comprendono i limiti di quanto appreso cercando di fare emergere la propria personalità. L’allievo non ha ancora un suo stile, ma fa emergere un proprio carattere e lotta per liberarsi dall’influenza del Maestro. Nella mente vuota non c’è più posto per il maestro. Una parabola cinese stimmatizza questo processo affermando che per “Essere Maestri bisogna uccidere il Maestro”. L’allievo non ha più nessuno a chi porre domante, la mente è nella situazione di Mu-shin cioè la “Mente nella non mente”. Sarà libero di distruggere i fondamenti per ricollocare tutti i principi acquisiti in una forma più libera e fantasiosa.
  • Ri () “Lasciare”. Questa è la fase più elevata che solo pochi riescono a raggiungere veramente. Viene espressa la disciplina vera. Si mantengono i fondamenti della “Scuola di appartenenza”, ma si contribuisce all’evoluzione della stessa secondo le proprie esperienze. La tecnica espressa può apparire esteriormente la stessa, ma interiormente è stata Secondo la filosofia Zen si raggiunge un altissimo livello, quello di completa armonia con l’universo. Questa ha il significato di liberazione dal Maestro, come un genitore lascia libero un figlio.

il Cammino Shu Ha Ri

il Ciclo Shu Ha Ri

La maggior parte dei praticanti non arriveranno mai al livello di Ri. Probabilmente la loro pratica durerà tutta la vita dove riusciranno a raggiungere gradi alti. Arriveranno ad un alto livello di specializzazione ma probabilmente rimarranno probabilmente tutta la vita al livello di Shu. Riusciranno forse a toccare ogni tanto il livello di Ha. Una persona a livello Ri, parla un linguaggio che gli altri non riescono a comprendere poiché troppo elevato, è questa la differenza. Anche i maestri imparano dai loro allievi, ma gli allievi che si presentano da subito come maestri, sono fuori strada. E’ necessario fermarsi e valutare dove e come si arrivati a quel livello di conoscenza, questo è fondamentale per aiutare gli altri nel loro percorso di crescita.

Gichin Funakoshi scrisse:

“Potrebbe essere il treno per un lungo, lungo tempo, ma se si limita a passare per le vostre mani e piedi e saltare su e giù come un fantoccio, l’apprendimento del karate non è molto diverso da imparare a ballare. Lei non avrà mai raggiunto il nocciolo della questione”.

 “Ci sono molti istruttori di alto livello, che ritengono di avere trenta anni di esperienza di formazione alla spalle, mentre in realtà hanno solo ripetuto uno anni trenta volte”.

Non è importante il traguardo ma il viaggio che si percorre. Si parla allora di cicli dove ogni fase all’interno del ciclo contiene anche le altre. Non siamo in presenza di una progressione lineare, bensì di una complessa struttura di cerchi concentrici. Ogni Shu contiene anche momenti di Ha e di Ri, e ogni Ha e Ri hanno al loro interno un Shu. Vi è all’interno di Ha lo Shu ed entrambi all’interno di Ri. Il tutto diventa circolare poiché alla fine si torna a Shu, cioè ad un punto di partenza.

Questo metodo è stato adottato di recente da Toyota, adattandolo agli scopi industriali. Il sistema Toyota è basato su due elementi imprescindibili come un percorso circolare di apprendimento che parte dalle basi e porta alla maestria, e la presenza di un Sensei che accompagna l’allievo.

Arriviamo al moderno processo Toyota. Questo è suddiviso in queste tre fasi: la prima fase Shu dove l’allievo sotto la supervisione del maestro impara i fondamentali ripetendoli in modo uniforme e standardizzato. La seconda fase Ha dove l’allievo ha maggior libertà di praticare e applicare le regole in maniera creativa, pur rimanendo negli standard. La terza fase Ri è quella della creatività vera e propria dove l’allievo può sperimentare e migliorare gli standard. Concluso questo ciclo, può ricominciare.

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