Le divergenze tra le varie correnti: la Scuola Shōtōkan (parte 3)

Da sinistra Shigeru Egami (1912 – 1981), Genshin Hironishi. (1913 – 1999). Funakoshi Gichin (1868 – 1957)

Da sinistra Shigeru Egami (1912 – 1981), Genshin Hironishi. (1913 – 1999). Funakoshi Gichin (1868 – 1957)

Nel periodo successivo alla fine della seconda guerra mondiale, nonostante il clima di depressione generale nel paese, gli studenti di Gichin Funakoshi riprendono gradualmente gli allenamenti. Chi è sopravvissuto dai campi di battaglia ritorna a Tōkyō e la Scuola Shōtōkan prende di nuovo vita.

Nel 1949 viene fondata la “Japan Karate Association” (J.K.A.), con a capo l’oramai ottantunenne Funakoshi. Questa associazione rappresenta un gruppo di dirigenti di diversi Club di Karate Universitari con tre orientamenti diversi tra loro.

La Scuola Shōtōkan è oggi rappresentata da tre correnti principali:

Masatoshi Nakayama ( 1913 – 1987), primo presidente della J.K.A.

J.K.A. Japan karate Association : diretta dagli ex allievi dell’università Takushoku. Questa è la corrente più conosciuta al di fuori del Giappone, essa ha sviluppato uno stile da competizione per quanto riguarda il kata ed il combattimento libero.

I Gruppi Universitari all’interno dei quali viene mantenuta una propria tradizione Shōtōkan. La corrente dell’Università di Keiō è la più importante nonché la più antica.

Shōtōkai. Oggi è una scuola indipendente dallo Shōtōkan, anche se rimane la radice “Shōtō” Nel 1951 lo Shōtōkai si riunisce e si presenta come una associazione vera e propria  nel 1956. I Fondatori Gichin Funakoshi, Shigeru Egami e Genshin Hironishi, hanno come obiettivo quello di preservare il karate, così come è nato, differenziandolo da quello che col tempo è diventato solo un gesto atletico.

Nell’aprile del 1957 il maestro Funakoshi muore, il Maestro Hironishi che dà una spiegazione di come fossero tesi i rapporti tra i gruppi eredi del Maestro Funakoshi.

Maestro Genshin Hironishi

«Il Maestro Gichin Funakoshi è morto il 26 aprile 1957. Il giorno dopo dovevamo riunirci, tra allievi anziani, per organizzare la cerimonia funebre, poiché il gruppo J.K.A. aveva dichiarato che non avrebbe partecipato ai funerali se non fossero stati organizzati esclusivamente da loro. Questo ci ha molto indignati, Egami e me, per i quali una dichiarazione del genere era inimmaginabile.

«Il figlio maggiore del Maestro ci aveva detto:”Penso di fare la cerimonia come Shōtōkai (Associazione Shōtō), poiché mio padre era il presidente dello Shōtōkan e dello Shōtōkai, ma il primo non esiste più, in quanto organizzazione, dopo che la sede è bruciata. Mio padre non era presidente di nessun’altra organizzazione…” Invece – secondo la J.K.A. –  il maestro Funakoshi era stato il suo ultimo consigliere tecnico, e in onore di questo titolo essa esigeva di dirigere la cerimonia.

«I due gruppi si riunirono, ed Egami accettò il ruolo di intermediario con il gruppo della J.K.A., che era diretta principalmente dagli allievi anziani delle università di Keiō, Takushoku e Hōsei, tutte rinomate nel karate fin dal periodo anteguerra. Il gruppo Shōtōkai era formato principalmente dalle università di Chuō, Senshū, Gakushūin ecc. A parte l’università Chuō, avevano tutte cominciato l’insegnamento del karate dopo la guerra, ed erano dunque poco sensibili alle controversie tra Shōtōkan e Shōtōkai. L’università Waseda partecipava a queste due organizzazioni fin dall’inizio… In quella riunione ho preso la parola per spiegare le seguenti cose: il gruppo J.K.A. non ammette il valore dei kata Taikyoku e non li pratica.. Se voi considerate il maestre Gichin come ultimo consigliere tecnico, non è logico escludere le sue opere…

«Nel mese di dicembre di quello stesso anno, il Maestro Nakayama, il primo maestro della J.K.A., è venuto a trovarmi e ha detto: ”Voglio che tu entri nella J.K.A. senza fare troppi problemi. Prima entra e poi cerca di far passare il tuo modo di pensare tra gli altri”.
« Gli ho risposto: “Prima di qualsiasi discussione, va’ a presentare le scu­se del vostro gruppo alla famiglia Funakoshi. Come potrei far parte del gruppo che ha rifiutato di partecipare ai funerali del Maestro. Ammetti an­che i kata Taikyoku come opera del Maestro e praticali. Se voi accetterete queste due condizioni, io potrò pensare alla tua proposta”.
«Da allora, non ho mai più avuto l’occasione di parlare con Nakayama»

Tratto da “Storia del Karate”- Luni editore

Leggi anche “Gichin Funakoshi: la Scuola Shōtōkan (parte1)
Leggi anche “Yoshitaka Funakoshi: la Scuola Shōtōkan (parte2)

 

Bibliografia:

Kenji Tokitsu., Storia del Karate – La via della mano vuota, Milano, Luni Editore, 2001.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*