Yoshitaka Funakoshi: la Scuola Shōtōkan (parte 2)

Possiamo riassumere il percorso del Maestro Funakoshi in diverse tappe:

  1. Epoca Meisei Juku (1922-1924): Funakoshi dopo la dimostrazione a Tōkyō, inizia l’insegnamento del Karate presso il pensionato di Meisei Juku.
  2. Stagione del Dōjō Yūshin-kan (1924-1931): Funakoshi ha a disposizione il Dōjō del Maestro di Kendō Hakudō Nakayama, quando libero dell’insegnamento del Kendō.
  3. Periodo del Masagochō dōjō (1931-1938): Funakoshi affitta una casa nel quartiere Masagochō e nel giardino improvvisa un piccolo dōjō, in seguito riesce ad affittare una casa vicina per realizzare un dōjō più grande
  4. Stagione Shōtōkan (1938-1945): nel marzo del 1938 viene costruito il Dōjō Shōtōkan che sarà distrutto durante il bombardamento di Tōkyō del 1945.
1938 - Dōjō Shōtōkan

1938 – Dōjō Shōtōkan

Nella primavera del 1938 Funakoshi riesce ad avere un dōjō tutto suo:  Shōtōkan ovvero la “Casa del fruscio della pineta”. Ha oramai settant’anni ed elabora in questo periodo corsi presso le Università che vengono tenuti dai suoi allievi più anziani, e il corso principale allo  Shōtōkan da suo figlio Yoshitaka (Gigō).

Yoshitaka, nonostante sia cagionevole di salute sin dall’infanzia, diventa un grande esperto dell’arte del Karate, al quale apporta diverse modifiche tra cui un maggior dinamismo ed ampiezza delle tecniche. Indiscutibilmente lo stile attuale Shōtōkan è più il karate di Yoshitaka  che quello di Gichin Funakoshi.

Da sinistra Gichin Funakoshi, Yoshitaka Funakoshi e Masatoshi Nakayama

Yoshitaka Funakoshi introduce inoltre, con assai poco entusiasmo da parte del padre, l’esercizio del combattimento libero.

Yoshitaka (Gigō) Funakoshi (1906 – 1945)

Si racconta che Yoshitaka, assieme ad altri suoi allievi in visita ad Ōsaka, decide di allenarsi assieme ad allievi della scuola Gōjū-ryū, organizzando incontri di combattimento libero. Questi incontri erano lontani da essere gli incontri di combattimento libero che oggi conosciamo, portavano spesso a scontri reali. Nel corso di questo allenamento  Yoshitaka si rende conto di quanto siano più progrediti gli adepti Gōjū-ryū nella pratica del combattimento libero. E’ l’occasione giusta per introdurlo come allenamento nella pratica del karate  Shōtōkan. Elabora tecniche e strategie di combattimento libero ma allo stesso tempo si allontana sempre più dal karate di suo padre.

Nella primavera  del  1945 il  Dōjō Shōtōkan viene distrutto dai bombardamenti americani. In questo stesso anno anche Yoshitaka, a cui aveva lasciato materialmente e moralmente la guida dello Shōtōkan viene a mancare prematuramente.
Gichin Funakoshi ormai settatasettenne lascia Tōkyō per raggiungere sua moglie a Ōita nel sud del Giappone. Nel 1947 però la moglie si ammala gravemente e muore.

Scrive G. Funakoshi: “Ha pregato l’Imperatore, e ha detto addio ai suoi figli che vivevano a Tōkyō, poi ha salutato i suoi antenati che sono sepolti a Okinawa. Questa fu la fine di mia moglie, che aveva fatto di tutto perché io potessi proseguire nella via del Karate.

di Gichin Funakoshi
(Tratto da “Storia del Karate”- Luni editore

Con queste parole Gichin Funakoshi racconta della moglie morente. Lei  chiede, dopo la sua morte, di essere coricata in maniera tale che la testa si  rivolga priva verso Tōkyō, cioè verso i figli. Successivamente in direzione di Okinawa cioè degli avi. Nella cultura giapponese , coricarsi con la testa in direzione di qualcuno è segno di rispetto.

Gichin Funakoshi sente che, come il Giappone ha perduto la guerra, lui stesso ha perduto tutto assieme alla sconfitta del suo paese.

Leggi anche “Gichin Funakoshi: la Scuola Shōtōkan (parte1)
Leggi anche “Le divergenze tra le varie correnti: la Scuola Shōtōkan (parte3)

 

Bibliografia:

Kenji Tokitsu., Storia del Karate – La via della mano vuota, Milano, Luni Editore, 2001.

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