DŌJŌKUN (Le Regole del Dōjō)

Nel Dōjō vengono insegnati, oltre la pratica sportiva, anche le regole tradizionali e atteggiamenti mentali che si realizzano in un’etica orientata al lavoro collettivo e al progresso individuale. Le regole da seguire  sono dette Dōjō-Kun e sono antiche come l’arte stessa ma, definite formalmente per la prima volta ad Okinawa da Sakugawa Shugo (1733-1815), ed in seguito ripresi da tutti gli stili. Cinque sono le direttive di base

 

一、人格完成に努むること   hitotsu, jinkaku kansei ni tsutomuru koto
Per prima cosa cerca di perfezionale il carattere

 

一、誠の道を守ること   hitotsu, makoto no michi wo mamoru koto

Per prima cosa difendi la verità

 

一、努力の精神を養うこと   hitotsu, doryōku no seishin wo yashinau koto

Per prima cosa rafforza la costanza del tuo spirito

 

一、礼儀を重んずること  hitotsu, reigi wo omonzuru koto

Perprima cosa rispetta l’etichetta

 

一、血気の勇を戒むること hitotsu, kekki no yū wo imashimuru koto

Per prima cosa cerca di essere al servizio del bene

 

Attualmente ogni Maestro decide la linea da seguire e la forma e l’etichetta per il Dōjō dove pratica. Si possono in ogni caso riassumere le buone norme generali per una pratica moderna:

 

  1. L’accesso al Dōjō è riservato solo ai praticanti. Coloro che intendono assistere la lezione per valutare o meno l’opportunità di iscriversi lo dovranno fare in silenzio senza recare disturbo;

 

  1. Rispettare l’orario di allenamento. E’ necessario trovarsi nel Dōjō mezzora prima dell’inizio della lezione per entrare in orario. Se per problemi di lavoro o altri motivi personali si arriva a lezione già iniziata si aspetta che il maestro dia il permesso di unirsi al gruppo. Dopo aver ricevuto il consenso salutare ed unirsi agli altri;

 

  1. Si deve ascoltare il Maestro in silenzio senza tenere le braccia incrociate o sui fianchi. Sarebbe opportuno rivolgersi al Maestro chiamandolo Sensei;

 

  1. Ogni volta che si entra o si esce dal Dōjō è buona norma salutare (inchinandosi). Tale saluto è nei confronti dell’arte, del Maestro e degli altri praticanti. Possiamo paragonarlo alla stretta di mano;

 

  1. Se durante la lezione si deve uscire per qualsiasi motivo dal Dōjō, si chiede il permesso al Maestro o eventualmente al Sempai;

 

  1. Per motivi di sicurezza, non vanno indossati orecchini, collane, braccialetti e orologi. I capelli se lunghi vanno tenuti legati ed è buona norma lavarsi i piedi prima di allenarsi;

 

  1. Il Gi va tenuto in ordine e pulito e quando, durante l’allenamento si rende necessario sistemare la cintura o il Gi stesso, lo si dovrebbe fare solo durante le pause dell’allenamento. In ogni caso questo va fatto con le spalle rivolte alla classe;

 

  1. Quando il Maestro chiama a raccolta, si interrompe quello che si sta facendo e ci si avvicina di corsa, tenere il resto degli allievi in attesa è una mancanza di rispetto;

 

  1. Nel Dōjō non è consentito mangiare e masticare gomme, chiaramente fumare. Se si deve bere si chiede il permesso al Sensei o ad un Sempai. E’ anche irrispettoso sbadigliare e guardare continuamente l’orologio;

 

  1. Gli allievi più esperti sono tenuti ad aiutare i nuovi iscritti con la giusta formazione sia nella tecnica ma anche nel comportamento, dando il primo esempio;

 

  1. Spesso viene utilizzata l’espressione “Oss” come espressione di rispetto e di aver correttamente compreso la spiegazione del maestro. Non bisogna comunque abusarne.

 

 

 

In sintesi per tutti coloro che si avvicinano ad un’Arte Marziale, vengono richieste poche qualità : una buona educazione, il rispetto per gli altri e una passione per l’arte che ci si accinge a praticare associata  alla fiducia nei confronti del Maestro e degli altri insegnanti. Tali requisiti aiutano non solo all’interno del Dōjō, ma vanno estesi  alla vita di tutti i giorni poiché la pratica e l’etica marziale non terminano nel Dōjō, ma continuano anche fuori nella vita quotidiana.

 

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